Proverbio del mese recita:
6 gennaio L’Epifania
La “Befana del Vigile”: una tradizione tutta molfettese
Tra le usanze che raccontano una città più di mille discorsi, c’è questa: nel giorno dell’Epifania, a Molfetta, era tradizione passare dalle postazioni dei Vigili Urbani, quelle collocate al centro degli incroci, nei punti nevralgici della città. Non era un gesto formale: era un modo semplice e concreto per dire “grazie”. Si portavano piccoli doni, un pensiero, qualcosa di dolce o utile, come riconoscimento per un servizio quotidiano che spesso si nota solo quando manca. E in quel ringraziamento spontaneo c’era un’idea bellissima: la città non è solo strade e palazzi, è soprattutto relazioni. Una comunità che si ricorda di chi la fa funzionare, anche nei giorni di festa, è una comunità che ha memoria e cuore.
Il 17 gennaio, con Sant’Antonio Abate, tradizionalmente si apre un periodo che profuma già di Carnevale: un passaggio di stagione, di umore e di riti. A Molfetta, anticamente, davanti alla chiesa in Piazza Margherita di Savoia (più comunemente nota come "cappuccini"), accadeva qualcosa che oggi sembra quasi una scena da film: il raduno degli animali domestici e da lavoro per la benedizione rituale. Non era una benedizione “al volo”, era una vera cerimonia, sentita e partecipata. Perché gli animali non erano solo compagnia, erano lavoro, sostentamento, parte della famiglia e della vita quotidiana. Benedire gli animali significava benedire il legame tra persone, fatica e natura. Ed è questo il bello delle tradizioni, ci ricordano che, anche quando cambiano i tempi, certe cose restano essenziali.
Questa tradizione negli ultimi anni è stata ripristinata:
Gennaio, quindi, non è soltanto l’inizio dell’anno: è un mese che mette radici. Tra proverbi, ringraziamenti pubblici e riti antichi, Molfetta si racconta con piccoli gesti.

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