La Processione della Croce

 



Cenni storici:  “Gli anziani raccontano”

Va detto subito, con onestà: non risultano atti ufficiali né cronache scritte dell’epoca che descrivano con precisione l’origine della Processione della Croce. Per questo motivo, quando si ricostruiscono i “primi passi” di questo rito, ci si affida soprattutto alla memoria collettiva, a ciò che gli anziani hanno raccontato e che, di generazione in generazione, è stato custodito e tramandato. Secondo questa tradizione orale, la Processione della Croce risalirebbe ai primi anni del Novecento, anche se all’inizio non aveva ancora la forma di una Processione vera e propria come la intendiamo oggi. Piuttosto, si trattava di un corteo di fedeli che, per accogliere l’inizio della Quaresima, partiva dalla casa del sagrestano del Purgatorio portando con sé una Croce, con ogni probabilità la stessa Croce legata al sodalizio del sacco nero.

Il cammino non aveva carattere “ufficiale” nel senso stretto del termine: non era prevista la presenza di un padre spirituale, e la dimensione era quella di una visita notturna fatta di devozione, incontro e comunità. Il corteo, infatti, faceva tappa presso le abitazioni dei vecchi amministratori e dei confratelli anziani dell’Arciconfraternita della Morte, dove ci si fermava per un ristoro durante la notte. Con il passare degli anni, quella che poteva sembrare una semplice visita devozionale divenne una consuetudine stabile, poi una tradizione riconosciuta, fino a maturare in una forma sempre più organizzata. 

Il punto di svolta, tramandato con chiarezza, viene collocato nel secondo dopoguerra: nell’assemblea della congrega della Morte del 19 dicembre 1948 si deliberò di assumere ufficialmente l’organizzazione della Processione della Croce, stabilendo anche un criterio importante, l’itinerario sarebbe stato quello delle Processioni della settimana Santa. Da quel momento, la memoria racconta un passaggio decisivo, da gesto di devozione “spontaneo” e comunitario a rito ordinato e affidato alla responsabilità della Confraternita, con un percorso definito e un’identità sempre più netta nel calendario e nel sentire della città.

Antonio Secolo. 


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