I Santi Medici a Molfetta: una devozione che attraversa i secoli

 


Tra le devozioni che scandiscono l’anno religioso molfettese, quella verso i Santi Medici Cosma e Damiano occupa un posto particolare. È una fede antica, profondamente popolare, che trova il proprio centro nella chiesa parrocchiale di San Gennaro, in via Sergio Pansini, dove da generazioni i fedeli si raccolgono davanti alle immagini dei due martiri.

Cosma e Damiano, i santi “senza argento”

La Chiesa celebra la memoria dei Santi Cosma e Damiano il 26 settembre. Il Martirologio Romano ricorda l’antica tradizione secondo cui esercitavano l’arte medica senza chiedere alcun compenso, curando gratuitamente quanti si rivolgevano a loro. Da qui deriva il titolo di “Anàrgiri”, dal greco, cioè “senza argento”. 

La tradizione cristiana li presenta come fratelli, medici e martiri dei primi secoli. La loro attenzione non era rivolta soltanto alla sofferenza fisica: la medicina esercitata gratuitamente diveniva testimonianza concreta della carità evangelica. È proprio questa unione fra cura, gratuità e fede ad aver favorito nei secoli una straordinaria diffusione del loro culto. Vatican News ricorda, in particolare, quanto la loro venerazione si sia radicata in Italia e soprattutto in Puglia. 

È probabilmente anche questa caratteristica ad aver reso Cosma e Damiano così vicini alla sensibilità popolare: davanti alla malattia, alla sofferenza o alla prova familiare, generazioni di fedeli hanno rivolto ai due martiri una preghiera di intercessione.


La devozione molfettese nei primi decenni dell’Ottocento

Per Molfetta disponiamo di testimonianze che consentono di retrodatare con sicurezza la devozione almeno ai primi decenni dell’Ottocento.

La ricostruzione storica curata dal prof. Cosmo Tridente, basata anche su precedenti testimonianze parrocchiali, riferisce che già durante il parrocato di don Luigi Saverio Nisio nella chiesa di San Gennaro il culto era fiorente e comprendeva tanto la novena quanto una processione esterna per le vie della città. 

Il dato è particolarmente importante perché dimostra che la processione non costituisce una consuetudine recente: essa appartiene alla storia religiosa molfettese da almeno due secoli.


Il 1859: una data scritta nella pietra

Una delle testimonianze più rilevanti per ricostruire il culto molfettese è conservata nella stessa chiesa di San Gennaro.

Nel 1859, Giuseppe Attanasio finanziò un importante intervento nella cappella dedicata ai Santi Medici. Una lapide ricorda la realizzazione dell’altare marmoreo, della cancellata, della struttura destinata alla processione e di simulacri lignei dei Santi.

L’iscrizione costituisce una vera e propria fonte documentaria perché lega direttamente il nome di Giuseppe Attanasio alla sistemazione ottocentesca della cappella e alla volontà di perpetuare il culto di Cosma e Damiano. 

È un particolare che merita di essere sottolineato: dietro molte delle devozioni che oggi consideriamo patrimonio collettivo vi furono spesso singoli benefattori, famiglie e fedeli che destinarono parte dei propri beni alla conservazione di un culto e alla dignità degli spazi sacri.

Dalla cripta alla cappella: il culto nel Novecento

La devozione conobbe nuove sistemazioni anche nel corso del Novecento.

Secondo la ricostruzione di Cosmo Tridente, che richiama a sua volta un articolo scritto nel 1981 dall’allora parroco don Saverio De Palma per Luce e Vita, nel 1955 la cripta della chiesa venne adattata per accogliere il culto dei Santi Medici. Successivamente, constatata la scarsa idoneità di quegli ambienti, nel 1961 le immagini furono collocate in una cappella a destra dell’altare maggiore. 

Anche Luce e Vita documenta un intervento di restauro sui simulacri di Cosma e Damiano nel 1956, ulteriore testimonianza dell’attenzione riservata in quegli anni alle immagini venerate in San Gennaro. 

Sono passaggi apparentemente secondari, ma rappresentano bene la continuità della devozione: cambiano gli ambienti, vengono restaurate le statue, mutano le forme organizzative, mentre il legame dei fedeli con i due Santi rimane.

La novena e il 26 settembre

Il primo momento della festa è propriamente liturgico.

La comunità di San Gennaro prepara la memoria di Cosma e Damiano attraverso la novena, che conduce alla celebrazione del 26 settembre, giorno riconosciuto dal calendario liturgico per la memoria dei due martiri. Anche il calendario pastorale della Chiesa diocesana riporta in tale data i Santi Cosma e Damiano. 

Alla celebrazione liturgica di settembre si affianca poi la caratteristica festa esterna, tradizionalmente celebrata a Molfetta nella seconda domenica di ottobre. 

La processione del mattino

È proprio la processione uno degli aspetti che maggiormente caratterizzano la devozione molfettese.

Di buon mattino i Santi lasciano la chiesa di San Gennaro e attraversano le vie della città accompagnati dai fedeli. Le cronache degli anni passati documentano ripetutamente l’uscita mattutina e il lungo percorso cittadino prima del rientro nella parrocchia.

Un’antica spiegazione della collocazione della festa nella seconda domenica di ottobre la collega al mondo agricolo molfettese: la data avrebbe consentito alle famiglie impegnate nelle attività legate alla vendemmia e alla campagna di partecipare più agevolmente alla festa. La stessa tradizione ricorda processioni che in passato potevano protrarsi per molte ore, ben oltre l’attuale durata. Si tratta di un’interpretazione tramandata dalla storiografia locale e, come tale, va distinta dai dati liturgici documentalmente certi. 

Una devozione organizzata e ancora viva

Il radicamento del culto è confermato anche dalle strutture associative nate attorno alla parrocchia.

Nel 2019, in occasione della visita pastorale alla comunità di San Gennaro, il settimanale diocesano Luce e Vita censiva tra i gruppi parrocchiali un’Associazione Santi Medici composta allora da circa 250 aderenti. Il dato è significativo perché mostra come la devozione non fosse soltanto memoria di una festa antica, ma realtà ancora strutturata all’interno della vita ecclesiale della parrocchia. 

La stessa denominazione di Pia Associazione Santi Medici Cosma e Damiano compare inoltre tra le realtà territoriali collegate alla Caritas diocesana in documentazione istituzionale nazionale. 


San Gennaro, custode di una memoria cittadina

La chiesa di San Gennaro custodisce molte pagine della storia religiosa di Molfetta: confraternite, simulacri, devozioni e tradizioni che si sono sovrapposte nei secoli.

Ogni anno Cosma e Damiano tornano idealmente a percorrere la stessa strada che generazioni di molfettesi hanno percorso prima di noi: quella che dalla chiesa conduce alle case, alle famiglie, agli ammalati, a quanti chiedono conforto.

La processione, la novena e i ceri possono cambiare nelle forme, ma conservano un significato antico: affidare a Dio, attraverso l’intercessione dei Santi Medici, la fragilità dell’uomo davanti alla sofferenza.

Ed è forse proprio questa la ragione per cui la devozione ha attraversato due secoli di storia documentata senza esaurirsi.

Perché Cosma e Damiano, nella memoria religiosa dei molfettesi, non sono semplicemente due statue portate in processione: sono i Santi Medici, quelli ai quali una madre, un padre, un ammalato o un’intera famiglia hanno affidato, almeno una volta, una preghiera e una speranza.




Passione Molfettese – Antonio Secolo

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