Il proverbio del mese
«Per i Santi, manicotto e guanti»
Il proverbio popolare accompagna l’arrivo dei primi freddi e introduce un mese particolarmente significativo per la vita religiosa e le consuetudini molfettesi. Novembre è il tempo del raccoglimento, della venerazione dei Santi e della memoria dei defunti, ma anche delle occasioni familiari e dei sapori che annunciano il Natale.
1° novembre: Solennità di Ognissanti
La Chiesa celebra tutti i Santi, anche quelli dei quali non si conosce il nome, ricordando la testimonianza di fede di quanti hanno vissuto il Vangelo.
Nella memoria delle tradizioni molfettesi sopravvive il ricordo di una consuetudine legata alla preghiera per i defunti: nelle ore del tardo pomeriggio, un confratello con il sacco nero percorreva le vie cittadine, accompagnato da un ragazzo che richiamava l’attenzione con un piccolo campanello.
Si raccoglievano offerte destinate al suffragio delle anime dei defunti, con particolare riguardo a coloro che non avevano più nessuno che ne custodisse il ricordo nella preghiera.
2 novembre: Commemorazione dei Defunti
A Molfetta, questa memoria trova espressione anche nella tradizione delle marce funebri. I concerti proposti in occasione della commemorazione, negli spazi cittadini legati a questa devozione, costituiscono momenti di raccoglimento e di partecipazione, nei quali il patrimonio musicale locale incontra il sentimento religioso.
A questa riflessione si accosta il messaggio della celebre poesia ’A Livella di Totò: davanti alla morte vengono meno titoli, ricchezze e distinzioni sociali, lasciando emergere la comune condizione umana.
Il video che accompagna questa sezione documenta il concerto per la commemorazione dei defunti del 2023, a cura dell’Arciconfraternita della Morte.
6 novembre: San Leonardo
Il santo ricordato è San Leonardo di Noblac, vissuto secondo la tradizione tra il V e il VI secolo in Gallia, nell’attuale Francia. La sua figura è legata alla preghiera, alla vita monastica e alla carità verso i prigionieri, dei quali è venerato come protettore. I racconti della sua vita, tramandati da un’agiografia medievale, lo ricordano impegnato a ottenerne la liberazione: per questo viene spesso raffigurato con le catene.
Con la festa di San Leonardo, nell’aria si cominciano a percepire i profumi del Natale.
Le calzengicchie de Sande Lenerde: da San Leonardo al Natale molfettese
A Molfetta anche i dolci raccontano il calendario delle feste. È il caso delle calzengicchie de Sande Lenerde, i tradizionali calzoncelli di San Leonardo, preparati per la ricorrenza del 6 novembre e divenuti una presenza familiare anche sulle tavole natalizie.
Alla sua festa la consuetudine molfettese associa piccoli dolci ripieni, generalmente a mezzaluna. La pasta racchiude una farcia a base di fichi secchi, arricchita, secondo le ricette familiari, con mandorle, cioccolato e scorza di mandarino. Ingredienti e proporzioni cambiano da una casa all’altra, conservando il carattere domestico di questa preparazione.
Dalla ricorrenza novembrina alle feste di dicembre, questi dolci hanno mantenuto il nome del santo e conquistato un posto nella tradizione natalizia cittadina. Accanto alle cartellate e agli altri dolci molfettesi, portano a tavola il sapore delle ricette tramandate e il ricordo delle mani che le preparavano.
11 novembre: San Martino di Tours
Il proverbio popolare recita:
“A Sende Mèertine, ogn'è must è vine.”
(A San Martino, ogni mosto diventa vino.)
Segno che la stagione del raccolto e della fermentazione è ormai compiuta, e che ci si prepara al calore dell’inverno tra profumi e convivialità.
San Martino è ricordato per il suo gesto di carità:
"La leggenda narra che, una sera d’inverno, il santo incontrò lungo il suo cammino un mendicante seminudo e infreddolito. Senza pensarci due volte tagliò in due il suo mantello militare e ne diede una metà al poveretto. In quello stesso momento il sole cominciò a splendere come se fosse estate (estate di San Martino). Quella stessa notte, San Martino sognò Gesù Cristo, che avvolto nel suo mantello gli sorrideva riconoscente. E sentì che diceva ai suoi angeli :“Ecco qui Martino, il soldato romano che non è battezzato, egli mi ha vestito”. Al risveglio Martino si accorse che il suo mantello era tornato integro."
In questa ricorrenza, la tradizione vuole che sulle tavole non manchino le rape e soprattutto le frittelle, simbolo del primo gusto di festa natalizia. Le varianti più note sono ripiene di tonno e capperi, cipolla, oppure ricotta e mortadella.
Immagini a cura di Antonio Secolo






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